mercoledì 1 agosto 2012

Sapore di sale, sapore di male.

Il mio capo, che si è guadagnato il nome di "Lupacchiotto" grazie allo sguardo querulo e alla capacità di attaccartisi alla giugulare alla minima distrazione, ogni anno si concede allegramente un mese di vacanze.

Del resto, si è organizzato: circondato da jene che ci sorvegliano girandoci intorno con la bava alla bocca, sa che tutto funzionerà perché ha addestrato bene anche noi.

Che poi è il bello e il brutto dell'agenzia media: tutti, più o meno, imparano a fare tutto.

Perché non ci si può permettere di pagare un resposabile di produzione, per esempio, e men che meno un progress. Sugli account, poi, ancora non ha preso una posizione precisa.

Il bello è che anche se sei un copy puoi smanettare con la macchina per incollare le tavole delle presentazioni, fare mock-up e decrittare i messaggi in CMYK e RGB che si scambiano sottobanco gli art director. 
 
Il brutto è dover chiedere e inoltrare preventivi, scriverti il brief, il debrief e il rational, ma soprattutto rispondere alle chiamate dirette del CLIENTE, questa figura mitologica che tutto può e alla quale tutto si deve, che di solito vuole chiarimenti su accordi presi, nel mio caso, con Lupacchiotto.

E dato che lui è un cretino, ma estremamente furbo, fa in modo che il gruppo dei manovali (jene escluse, of course) sia composto da persone responsabili, intelligenti e con la risposta pronta.

Così lui può godersi le sue holidays full immersion.

Ed è così democratico che lascia anche noi fully immersed, ma nella merda.

Carino, eh?

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