Il mio capo, che si è guadagnato il nome di "Lupacchiotto" grazie
allo sguardo querulo e alla capacità di attaccartisi alla giugulare alla
minima distrazione, ogni anno si concede allegramente un mese di
vacanze.
Del resto, si è organizzato: circondato da
jene che ci sorvegliano girandoci intorno con la bava alla bocca, sa che
tutto funzionerà perché ha addestrato bene anche noi.
Che poi è il bello e il brutto dell'agenzia media: tutti, più o meno, imparano a fare tutto.
Perché
non ci si può permettere di pagare un resposabile di produzione, per
esempio, e men che meno un progress. Sugli account, poi, ancora non ha
preso una posizione precisa.
Il bello è che anche se
sei un copy puoi smanettare con la macchina per incollare le tavole
delle presentazioni, fare mock-up e decrittare i messaggi in CMYK e RGB che si scambiano sottobanco gli art director.
Il
brutto è dover chiedere e inoltrare preventivi, scriverti il brief, il
debrief e il rational, ma soprattutto rispondere alle chiamate dirette
del CLIENTE, questa figura mitologica che tutto può e alla quale tutto
si deve, che di solito vuole chiarimenti su accordi presi, nel mio caso,
con Lupacchiotto.
E dato che lui è un cretino, ma estremamente furbo, fa in modo che il gruppo dei manovali (jene escluse, of course) sia composto da persone responsabili, intelligenti e con la risposta pronta.
Così lui può godersi le sue holidays full immersion.
Ed è così democratico che lascia anche noi fully immersed, ma nella merda.
Carino, eh?
Nessun commento:
Posta un commento