lunedì 7 gennaio 2013
Natale con i tuoi
C'è un piccolo paese a ridosso degli appennini, nella bassa e quieta pianura romagnola, dove ogni volta che arriva un nuovo abitante si pianta un albero. Un albero piccolo, poco più di un fuscello nella terra smossa di fresco. Vuol essere l'augurio per una vita lunga e prospera che cresca ogni giorno, di anello in anello, di anno in anno. Mi sono chiesto se il botanico Dorian Gray si faccia carico o porti memoria o traccia di quel che succede all'alter ego di polputa carne rosa.
A dire il vero mi chiedo come potrebbe essere il mio.
Chissà quali segni ci saranno sulla corteccia, quanto è diventata spessa con gli anni o anche solo quanti pezzi sono abrasi, stinti, morsi o solo sgualciti. Chissà quante persone si sono addormentate in estate sotto le su fronde, o quanti amori sono stati scavati col temperino e hanno raggiunto davvero il midollo. Nidi credo non ce ne siano. Vorrei vedere se i rami cambiano direzione ogni volta che salto da 1 città all'altra. Vorrei sapere se quest'inverno il vento lo piegherà di nuovo.
Anzi lo so. Assomiglia a questo. Nuova vita, nuova città, nuovi germogli. Al momento addobbati a festa con luci ad intermittenza alquanto irregolare e difficilmente periodicizzabile, festoni di plastica stinta e logora, palle con decori brillanti e lucidi e kitsch in ordine sparso.
Ma mi sa che le foglie a primavera posso sognarmele.
La bellezza del secondo posto
Ho iniziato a scrivere questo post al lavoro. Un attimo di tranquillità in un periodo che di tranquillo non ha proprio nulla. E' da parecchi giorni che sto formulando questo pensiero e solo adesso esce. Vabbè Veronica aspetterà 10 minuti stavolta.
Dopo anni di "figata ! ma scegliamo un'altra proposta" o "gran bel lavoro ma il cliente ha meno pretese" o, il sempreverde, "grazie le faremo sapere" o "con te ci sto davvero bene, ma come amico" comincio ad apprezzare la bellezza della retroguardia. Quando si forma un capannello di persone sei sempre nel secondo anello, quando si fanno le squadre per il calcetto solo il palo fa a gara con te per chi viene scelto per ultimo o anche solo quando riesci ad arrivare secondo giocando ad un solitario capisci che arrivare primi è uno spreco. O te ne fai una ragione.
Arrivare secondi è un finale aperto, romantica sconfitta e ricerca che non si ferma. L'alloro mi fa prudere le orecchie e le coppe si riempiono di polvere.
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
diceva Kipling
martedì 1 gennaio 2013
Buon 2013
Quest'anno invece dei buoni propositi, ne ho ancora un paio nel frigo dallo scorso anno, vorrei fare un augurio.
Vorrei che tutto quello che avete, con tanta pazienza e devozione, desiderato e progettato e aspettato non si realizzi. Vi auguro che tutto quello che speravate di trovare sotto l'albero, dal profumo che tanto volevate o la telefonata di tanti auguri che aspettavate, non arrivi.
Vi auguro che le previsioni del tempo si sbaglino. Che domattina, al vostro risveglio, vi aspetti il sole e che, invece di una piovosa giornata davanti alla tv e al popcorn, come previsto, scegliate di tirare fuori la macchina dal garage e andiate a fare 1 passeggiata al mare. Anche se nel pomeriggio pioverà comunque.
Vi auguro che si spacchi la chiave del portone e che siate costretti a chiedere aiuto alla stronza del piano di sopra. E constatare con gioia che di fronte ad 1 tazza di tè nero, d'improvviso, sembra molto meno stronza.
Vi auguro che si spacchi il tacco delle scarpe buone sul selciato del Corso e continuiate con passo deciso, scalze, come se niente fosse successo. Anzi il vostro mento non è mai stato così verso il cielo.
Vi auguro che il cellulare non prenda più e siate costretti a suonare i campanelli dei vostri amici per fare gli auguri. A mani vuote, magari, ma una manciata di km e un buon abbraccio sono sempre un bel presente. Farli dal blog non vale.
Vi auguro 1000 fidanzati uno peggio dell'altro, altrimenti di che parlate davanti ad un negroni sbagliato con le amiche.
Vi auguro di sentirvi soli. Almeno 10 minuti perchè possiate rendervi conto di quanto vi sbagliate.
Vi auguro di prendere il buono di quello che accade perchè altrimenti non ne vale proprio la pena.
Vi auguro che la vita vi sorprenda. Ogni mattina. Dopo il caffè peró. Buon anno, Mattia
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