vorrei dire che mi sono svegliato più saggio e più sereno di ieri, ma non si inizia un saluto con una bugia. Scrivere buonanotte alle 10 del mattino fa davvero brutto.
Questo è l'ultimo post, con questo chiudo il blog.
Non c'è un motivo specifico e non è successo nulla, non mi è apparso in sogno Munari e nemmeno Dürer, sto solo facendo spazio. Funziona solo come il maglione preferito che diventa liso e, bucato dopo bucato, scivola verso il fondo del cassetto. Non riesci a liberatene per tutta una serie di alibi che si mescolano alla lana di cui è fatto. E una mattina decidi di fare spazio. Perchè lo spazio si fa la mattina. Perchè non fa più male farne a meno. Perchè hai maturato abbastanza distacco da renderla una roba meccanica. Come buttare la spazzatura. Chi si affeziona alla spazzatura? Come da programma si è trattato di uno sporadico e frammentario viaggio, a volte bello, a volte no, spesso faticoso e solitario. Ho cercato, dove potevo, di serbare memoria delle piccole gioie. Anche nei brani che non ci sono e che vedo solo io. Tra le righe. Sembra triste ma non lo è. Credo sia ora di lasciarlo andare, come Wilson, tra le onde del pacifico. Come quando porti fuori il cane e fai finta di non vedere quando caga sull'erba invece che sulla ghiaia del selciato. E la lasci lì. Al massimo qualcuno pesta 1 merda. Non ha mai ammazzato nessuno.
Gli addii mi vengono sempre male.
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