martedì 6 gennaio 2015

Alla fine arriva la neve

Dopo il dolore, i farmaci e le notti insonni a far veglia ad una figura che sbiadisce poco alla volta, arriva la neve. Un sottile strato bianco si deposita e porta la pace.  Sotto il lento incedere soccombomo i ricordi e le risate e il senso di comunione che solo in certi momenti e solo la famiglia riesce a fornire.
In un epoca di riscaldamento globale e stagioni che si intervallano tendendo ad un grigio metereologico permanente, la neve è un evento ancora più eccezionale che, temo, sia solo un climatico segnalibro nella memoria.

La neve è arrivata e l'ha portata  con sè. Mi piace pensare che l'ultimo ricordo che avrò di lei sia questo. E quando il bianco scompare torna tutto alla normalità, come se niente fosse cambiato. Un trucco mediocre eseguito da un mago che sente la polvere, e non la neve, depositarsi sul risvolto del frack. Le luci si liberano e tornano a riempire l'aria con la fastidiosa intermittenza colorata che, arrogante, scandisce il tempo di questo periodo dell'anno. 

Quel che rimane è una stanza libera e un uomo che non sa che farsene.

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