lunedì 7 gennaio 2013

La bellezza del secondo posto


Ho iniziato a scrivere questo post al lavoro. Un attimo di tranquillità in un periodo che di tranquillo non ha proprio nulla. E' da parecchi giorni che sto formulando questo pensiero e solo adesso esce. Vabbè Veronica aspetterà 10 minuti stavolta.
Dopo anni di "figata ! ma scegliamo un'altra proposta" o "gran bel lavoro ma il cliente ha meno pretese" o, il sempreverde, "grazie le faremo sapere" o "con te ci sto davvero bene, ma come amico" comincio ad apprezzare la bellezza della retroguardia. Quando si forma un capannello di persone sei sempre nel secondo anello, quando si fanno le squadre per il calcetto solo il palo fa a gara con te per chi viene scelto per ultimo o anche solo quando riesci ad arrivare secondo giocando ad un solitario capisci che arrivare primi è uno spreco. O te ne fai una ragione.

Arrivare secondi è un finale aperto, romantica sconfitta e ricerca che non si ferma. L'alloro mi fa prudere le orecchie e le coppe si riempiono di polvere.

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
diceva Kipling

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