sabato 16 luglio 2011

Sunday Morning

Le parole sono al limite dello stonato ma la voce è limpida e suona ancora bene dentro la testa. Il gruppo riesce a passare da momenti carichi che fanno tremare di bassi i tessuti, seppur pesanti d'afa e di sudore, ad arpeggi e tocchi di violino densi, morbidi ma con un retrogusto di fiele. 
Durante il viaggio, scostando la testa dal ridicolo cuscino delle ferrovie, attraverso uno sbilenco scorcio fornito dal vetro umido di condensa, ho visto il sole salire dal mare. Non so dove fossi o se si è trattato di un sogno ma mi è sembrato, davvero, un buon inizio. 
Adesso è sera e seduto sul terrazzino con le punte dei piedi che guardano l'immenso cactus del giardino chiudo la giornata. I piedi si allungano nell'aria, le dita delle mani si tendono e il torace si gonfia per uno sbadiglio. Nelle orecchie, ancora, e di fronte a me sunday morning. Bello. Sereno.  Rilassato. Slego. Ferie. 

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